Digitalizzazione e consultazione: ECodex

La digitalizzazione di documenti conservati presso archivi storici oppure biblioteche è in costante aumento. Oramai sono innumerevoli i progetti finalizzati alla digitalizzazione di un fondo archivistico oppure librario. Gli scanner utilizzati sono quasi sempre di tipo “planetario” e rispondenti alle linee guida previste dal MIBACT e dagli altri enti.

Contestualmente alle campagnedi digitalizzazione vengono implementati anche gli strumenti di supporto della lettura. È possibile trovare in rete portali, oppure semplici siti web, che contengono gallerie di immagini, più o meno indicizzate, utili per una prima fruizione.

Il portale Internet Culturale (http://www.internetculturale.it/), gestito dall’ICCU, è un validissimo esempio di digitalizzazione e consente di poter accedere ad innumerevoli fonti. La visualizzazione delle immagini, e lo strumento zoom associato, sono utili per analizzare gli aspetti formali del libro oppure del manoscritto digitalizzato. I metadati, in formato MAG, relativi a ciascun oggetto digitale forniscono ulteriori informazioni.

La Polidoro collabora con archivi e biblioteche, statali ed ecclesiastiche, per la digitalizzazione e la messa in rete dei rispettivi fondi documentari. Alcuni di questi lavori sono stati riversati su Internet Culturale come le mappe dell’Archivio di Stato di Campobasso (http://www.internetculturale.it/it/41/collezioni-digitali/29713/mappe-del-fondo-atti-demaniali-dell-archivio-di-stato-di-campobasso) oppure le Cinquecentine della Biblioteca Universitaria di Napoli (http://www.internetculturale.it/it/41/collezioni-digitali/29810/cinquecentine-napoletane). Oltre alla digitalizzazione, effettuata con scanner planetari METIS, la Polidoro ha curato anche la produzione dei relativi metadati nel formato MAG.

Nell’impegno continuo a migliorare il prodotto finale, la Polidoro ha realizzato altri progetti non solo di digitalizzazione ma anche di perfezionamento degli strumenti per lafruizione del bene digitalizzato. In particolare sono stati realizzati portali in cui è possibile “sfogliare” i documenti ed accedere a diversi contenuti. Gli strumenti offerti sono simili a quelli di Internet Culturale (https://www.archbibsessa.it/biblioteca/). Fondamentale sono lo strumento “zoom”,che assicura una visualizzazione ottimale,e l’indice. È proprio questo strumento che testimonia il lavoro minuzioso dei nostri archivisti e bibliotecari!Allo studioso – utente viene facilitato il compito della ricerca. Un lavoro che, pur se favorito da una precedente inventariazione oppure catalogazione, richiede fondamentali competenze archivistico – librarie (http://www.bceteanocalvi.it/teca.php). Nella sezione approfondimenti, inoltre, vi è il rinvio ad altri siti / fonti utili per uno studio più attento e per collegare quanto pubblicato sul documento digitalizzato. Le potenzialità sono evidenti in special modo in un’ottica di “trasversalità” di lettura dell’opera. Partendo dalla lettura di una monografia su un artista si potranno, ad esempio, leggere le fonti archivistiche citate oppure visionare i manufatti realizzati. Ma è solo uno dei tanti esempi che un portale, finalizzato non solo alla conservazione ma anche alla valorizzazione, consente!

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